Cosa è la Famiglia dei Disabili?

Cosa è la Famiglia dei Disabili?

22/08/2018 0 Di Redazione

(Francesco Felice Previte) Cosa è la Famiglia dei Disabili?, cosa è necessario, urgente, impellente fare per il “Governo del cambiamento” ? Solo chiacchere ?

Fin dal 1994 la n/s Associazione ha sempre svolto una solidale attività in favore dei malati mentali “desaparecidos della nostra civiltà” !

In occasione della “ Giornata della Famiglia” celebrata nei giorni 26 e 27 ottobre 2013 a Roma da parte della Chiesa Cattolica, la n/s Associazione ha inoltrato varie Petizioni al Parlamento Italiano ed Europeo, per una maggiore comprensione ed un sollecito esame di una Legge-Quadro di riordino dell’Assistenza Psichiatrica in Italia ed in Europa .

Da sempre abbiamo considerato almeno prioritario, quale primo approccio : a.) Fondo Speciale Economico (Dopodinoi) il cruccio delle famiglie, dove confluire tutti i beni che in eredità andranno al “malato” ;

b.) Attivazione della ricerca scientifico-farmacologica sulle malattie mentali ;

c.) Aggiornamento degli assegni di assistenza, collegati agli indicatori dell’inflazione e del costo della vita, in quanto con euro 282,55 mediamente al mese consentono ai disabili psico-fisici solo la sopravvivenza. Una notevole vergogna !

Per una possibile legge-quadro, suggeriamo al “Governo del Cambiamento “:

1) Ogni cittadino, in attuazione dell’art.32 della Costituzione Italiana, ha diritto alla tutela della salute ed al pieno rispetto della sua dignità di persona malata psichicamente, ad ogni effetto globalmente riconosciuto nella sfera giuridico e personale di uomo.

2) Autorizzato il Trattamento Sanitario Obbligatorio, (TSO) anche in assenza del consenso del paziente riconosciuto malato mentale, almeno in determinate condizioni con le garanzie di rispetto dello stesso considerato persona non padrona delle proprie azioni i cui familiari, in caso di crisi, non sono in grado di interagire.

3) Devono essere realizzate Strutture Territoriali di Riabilitazione di lunga durata per i casi più difficili da riabilitare, onde evitare che sulle famiglie gravino un carico insostenibile di disagio, costi e pericoli.

La competenza di istituire Servizi di Riabilitazione Territoriali, che consentono di rilevare precocemente comportamenti anormali di pazienti conosciuti od ignoti, è una competenza Regionale, ma l’aspetto Sanitario è solo una parte perché quello Sociale è altamente importante per i Sostegni Economici alle famiglie che si gravano dell’assistenza ai pazienti con handicap mentale.

4.) I punti 1,2,3 si applicano anche nella prevenzione in età scolare dei disturbi del comportamento e delle psicopatie onde consentire di affrontare le psicosi ed in particolare la schizofrenia in modo migliore ed efficace.

5.) Viene istituito il Fondo Speciale Economico (Dopodinoi) nel quale confluire quelle parti di patrimonio, risparmi o beni che in eredità andrebbero ai malati psichici che restano soli.

Anche se la Legislazione Italiana prevede il Curatore, Tutore, Amministratore di Sostegno che si assumono l’onere di amministrare i beni del malato psichico, viene autorizzata l’amministrazione da parte di un Ente Pubblico, in quanto quest’ultimo sarà sempre operante ed attivo con una naturale continuità che la persona fisica non è in grado di garantire. Per i pazienti indigenti occorre una prestazione di natura assistenziale da parte dello Stato, Regione-Provincia-Comune .

6.) Fatto salvo quanto previsto da punto 2, viene autorizzato un Servizio di Pronto Intervento a domicilio anche se richiede un notevole sforzo organizzativo, ma forse meno oneroso rispetto alla degenza ospedaliera ed una diminuzione del costo economico-sociale.

7.) Viene attivata la ricerca scientifico-farmacologica sulle malattie mentali.

8.) Aggiornamento degli assegni di assistenza collegandoli all’inflazione e del costo della vita .

9.) Riconoscimento della deducibilità dal reddito complessivo agli effetti IRPEF delle spese socio-alberghiere sostenute dalle famiglie i cui familiari dimessi dagli ex- O.P. sono stati ricoverati in strutture religiose, cattoliche e private.

10.) Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari sono stati trasformati in REMS ( Strutture Sanitarie gestite dalla Sanità Territoriale ), destino a noi sconosciuto .

11.) Chiusura delle cliniche private per malati mentali .

12.) Attivazione d’interventi nel disagio psichico nelle carceri.

13.) E’ proibito il ricorso all’elettroshock, allo shock insulinico, alla lobotomia, ai psicofarmaci in particolare di quelli “retard” che hanno prodotto tragedie umane inaccettabili e lesive della persona, ai legacci, cinghie di contenzione e braccialetto elettronico.

14.) Aumento dei posti letto da 15 a 30 anche per i minori, nelle Strutture Ospedaliere .

15.) Riqualificazione Operatori Sanitari.

16.) Come è stato utilizzato il finanziamento per le RSA e quello per le vendite delle ex aree O.P.

17.) L’uso di parte del gettito dell’8 %o dell’IRPEF a sostegno di progetti di Strutture moderne capaci di accogliere e curare i malati mentali con, oltre i finanziamenti previsti dal SSN, l’utilizzazione di una parte dei proventi derivanti dalle gare di appalto per le licenze UMTS i telefonini di generazione.

18.) Indagine Parlamentare per conoscere lo stato in atto di questo grave ed urgente disagio sociale.

19.) Dotazione di strutture oltre gli spazi verdi interni, anche di quelli esterni

20.) L’immissione di un Testo Unico per raccogliere le diverse normative sull’handicap oggi troppo frammentarie.

21.) Richiesta Relazione trimestrale del Ministro della Salute sulle iniziative a livello Nazionale e Regionale.

22.) Indizione di una “Giornata Nazionale di Informazione sulla malattia mentale.

Non si deve dimenticare, secondo i dati Istat, nel campo della solidarietà, che le persone con più di 65 anni, oggi 2018, sono il 15% della popolazione anziana e nel 2025 saranno del 25%, eppure mancano Case di Riposo in grado di garantire una adeguata civile assistenza alla popolazione autosufficiente e non, le cui condizioni di arretramento dei Servizi Sociali e Sanitari sono notevoli lasciando al lucro attivissimo ed alla speculazione dell’iniziativa privata, notizie che la n/s Associazione ha evidenziato nelle Petizioni giacenti nel Parlamento Italiano ed Europeo. Signor Presidente del Consiglio del Governo del Cambiamento, rafforzare la consapevolezza dei cittadini europei in merito al loro diritto di beneficiare una serie di agevolazioni, è stato stabilito in quel 2013 “Anno Europeo dei cittadini“ dalla “Decisione” del Parlamento Europeo e dal “ Consiglio” del 23 novembre 2012 dove viene decretata la parità tra uomo e donna, il reciproco rispetto, la solidarietà.

Ma nell’ “Anno della Fede” voluto dalla Chiesa Cattolica, non si può dimenticare nella solidarietà quelle numerosissime famiglie dove insistono disabili fisici e handicappati psichici, che anch’esse costituiscono famiglia ( poco conosciuta dalle Istituzioni) e dove Papa Francesco il 27 ottobre 2013 ha definito tutte come “voi siete il motore della storia”, cioè l’essere famiglia vuol dire essere uniti nonostante tutto, con un chiaro riferimento a queste famiglie dove insiste, anche, un disabile fisico ed un handicappato psichico.

Il disagio psichico in Italia non è “valutato” dalle Istituzioni dimentichi che i Provvedimenti più urgenti in favore del cittadino, anche disabile, sono da prendere, inoltre il clamore poi dei fattacci che succedono nella società, specie oggi agosto 2018 quasi giornalieri, sono disattesi e per i quali nessun Provvedimento Legislativo viene adottato.
Il disagio psichico in Italia è totalmente ignorato, mentre con le n/s Petizioni, tutt’ora giacenti nel Parlamento lo abbiamo ri-cordato e ri-proposto a tutti i Governi dal 7 ottobre 1998 assieme all’Opera don Orione, don Guanella.

Ma purtroppo é un “parlare” tra sordi ! Comunque è prioritario rivedere la legge 180 e 833, ( quelle che hanno riformato l’ambito Sanitario abolendo i “manicomi”), almeno in due punti :

1.) l’autorizzazione al trattamento sanitario obbligatorio ( TSO) anche in assenza del consenso del paziente, almeno in determinate condizioni, altrimenti ritorniamo all’infelice struttura “manicomiale” ;

2.) la realizzazione di strutture territoriali di riabilitazione di lunga durata per i casi difficili, onde evitare che sulle famiglie gravi un carico insostenibile di disagio, costi e pericoli, inoltre la prevenzione di disturbi di comportamento e di psicopatie in età evolutiva, a tutt’oggi non adeguatamente valutata.

Bisogna considerare che le finalità e le conclusioni individuate dalla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati su “Indagine conoscitiva sulla chiusura degli Ospedali Psichiatrici” del 16 luglio 1997, sono state “licenziate” al fine di assicurare uno strumento agile di controllo Politico e Parlamentare, ma sono state “dimenticati” troppo facilmente quegli indirizzi, così come non si conosce dove è andato a finire quel Comitato Permanente che doveva continuare l’azione iniziata con quella Indagine Conoscitiva e con il precipuo compito di “mantenere costante attenzione sui problemi connessi con disagio mentale” come aveva sottoscritto la stessa Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. Tutto questo, per il momento, non è avvenuto e quanto affermo è attestato negli Atti Parlamentari della 12° Commissione Affari Sociali della 13° Legislatura in poi ( almeno per quanto possiamo conoscere ) .

In sostanza sono passati anni da quel 7 ottobre 1998 da quando, ripeto, con l’opera don Guanella e con l’Opera don Orione ho presentato una Petizione al Parlamento Italiano ( anche a quello Europeo ) per la Riforma dell’Assistenza Psichiatrica, una legge-quadro, specialmente per sopperire alle esigenze delle famiglie in cui insistono sofferenti il disagio psichico ed una Direttiva Comunitaria con uguale valenza in tutti gli Stati membri della Unione Europea .

Sono passati 40 anni dalla chiusura dei “manicomi” (legge 180/1997 e 833/1997) e tutto, ripeto, è rimasto allo stato delle Conclusioni di cui sopra ed ancora una risposta definitiva da parte della Commissione Europea Per il disagio Sociale costituito dalla malattia mentale, chiediamo: servizi specifici in strutture adeguate. Secondo stime recenti, circa l’11% della popolazione europea, vale a dire 50 milioni di persone, soffrirebbe di patologie psichiatriche, mentre in Italia sono circa 10 milioni i sofferenti . Ma ritornando alla legge che ha chiuso i manicomi, cosa è cambiato in questo ambito Sanitario !

Ha cambiato il modo di curare i malati prevedendo una serie di poche strutture tra le quali il Centro di Ricovero per le malattie acute ( non croniche !), l’Ambulatorio per le Terapie Farmacologiche ( quattro pillole e…vai!), i Centri Diurni, le Case Famiglie .

Queste strutture devono essere organizzate in sinergia dai Dipartimenti di Salute Mentale che a loro volta dipendono dalla ASL.In ultima analisi le critiche alla legge Basaglia riguardano proprio il funzionamento, a volte non adeguato, di tali Strutture erritoriali che lasciano senza assistenza larghe fasce di malati, ricordando che il Basaglia voleva la cura dei malati psichici, ma, giustamente, non in quelle strutture. Forse la Politica non vuol “vedere, “ascoltare”, “sentire” ?

Certamente dimostra di essere, ripeto, sorda, molto sorda ! Nei trascorsi 40 anni sono state “scaraventate” centinaia di migliaia di famiglie e di sofferenti nella disperazione e nell’angoscia a vivere giorno dopo giorno e notte dopo notte direttamente il rischio ed il dramma conseguente con la presenza in esse di un malato di mente, subendo sulla propria pelle le conseguenze di preannunciate lucide follie.

Anche l’uomo della strada ed il cittadino subiscono danni anche in certi “episodi” che avvengono ancora oggi quasi quotidianamente, “costringendo” alcune famiglie, in alternativa, ad accollarsi onerosi costi di ricovero in Strutture Private, rimedio che è peggiore del male. La famiglia italiana e la pubblica opinione è turbata, indignata, preoccupata !
E lo abbiamo detto in ogni dove : al Governo Prodi prima, più e più volte all’On. Berlusconi, al Governo Monti, Letta, Renzi ed ora al “Governo del Cambiamento” ! ( Predica Berto, predica al deserto ! )

Ancora una volta desidero dire al Signor Presidente Conte, che ci sono cittadini che non devono essere più lasciati soli al loro destino, sono anch’essi cittadini, come pure le famiglie dove insistono questa tipologia di malati.

La famiglia vorrei aggiungere, Signor Presidente Conte del Consiglio dei Ministri, non può esprimere la propria protesta, il proprio dissenso, il proprio rammarico, né con dimostrazioni di piazza bloccando Pubblici Servizi, né alzando bandiere in cortei vocianti od in pseudo proverbiali “digiuni” per rivendicare problemi di enorme rilevanza, come il disagio psichico, che a volte, purtroppo, altera l’equilibrio della famiglia stessa.

Sarebbe auspicabile un Suo personale intervento per dirimere questo grave ed urgente disagio sociale, dal momento che “predica” Riforme su Riforme per il bene dell’Italia, di cui si assume l’onere quale Avvocato (?) .

A meno di interpretare l’attuale assenza di una legge-quadro, da me e dalla pubblica opinione da molto tempo auspicata, come una normale carenza di interpretazione da parte degli Organi Legislativi, questo atteggiamento non deve e non può impedire che si possa “suggerire” eventuali miglioramenti, adeguamenti, prese di coscienza !

Con molta umiltà, ma fermezza, vogliamo “consigliare”( e lo abbiamo da molto tempo fatto ) al Governo Conte l’apertura di un Tavolo Tecnico a Palazzo Chigi per iniziare l’iter per una Legislazione adeguata ed efficace, chiara e libera da forme burocratiche che ne sviliscono l’applicazione, non “diluendo” la responsabilità sia degli Enti Locali che dei “soggetti”, provvedendo al ruolo integrativo a livello economico qualora l’Ente Locale risultasse inadempiente per carenza di fondi .

Come affrontare il “bubbone” malattia mentale ?

Ripeto, con una legge-quadro per incarnare quei principi innovativi delle Conclusioni di quella “Indagine conoscitiva” del 16 luglio 1997 da troppo tempo “dimenticata”.

E’ necessaria una legge-quadro per :

a.) tutelare la dignità e la salute dei sofferenti psichici ;

b.) adottare servizi specifici in strutture adeguate;

c.) garantire la sicurezza di tutti i cittadini.

Come proseguire nell’applicazione di quella legge-quadro auspicata ? A mio parere l’Ente Pubblico, che dovrebbe porre in essere quella legge-quadro nazionale di riordino dell’assistenza psichiatrica, è la Regione nei modi che in breve suggerisco :

1.) censire i “soggetti”, poi costruire idonee strutture sia per accogliere i “malati” e sia per elargire le terapie;

2.) secondo il principio di sussidiarietà dovrebbero essere coinvolti gli Enti Locali Territoriali, come attesta al punto 40, la Risoluzione n. 2006/2058 INI del Parlamento Europeo ;

3.) si è indicata la Regione solo per motivi di funzionamento, in quanto gli Enti Territoriali non possono essere in grado di svolgere un compito così delicato;

4.) il coinvolgimento della Regione si formalizza a livello economico, sociale, assistenziale e decisionale ;

5.) al primo posto vanni indicate le cure terapeutiche, affidate a specialisti di comprovata esperienza, coadiuvati da personale ausiliario;

6.) la Regione deve programmare la creazione di strutture di accoglienza degne della persona-malata nel rispetto della sua dignità. Quindi nessuna delega a strutture alternative per la funzione di cura ed assistenza. L’eventuale delega per necessità a strutture private, deve sottostare al controllo degli Organismi di tutela.

Inoltre attendiamo che risponda ai nostri appelli più e più volte inviati, tramite “scrivi al Governo”, per considerare l’inalienabilità del diritto alla vita di ogni paziente disabile, ancor più grave se agonizzante od in fase terminale ed in età avanzata, come si va “ventilando” nelle corsie ospedaliere e chiarire quelle Petizioni : budget del ricoverato Petizione 2013/2018 che con l’opinione pubblica attendiamo risposte da molto tempo : dal 30 ottobre 2009 e ripetuta il 18 marzo 2013 ( col n. 308 al Senato della Repubblica e col n.31 e n.10 alla Camera dei Deputati. !

Il mondo della disabilità, della sofferenza, del dolore deve trovare nella società e nelle Istituzioni un concreto sostegno per l’esercizio al diritto del riconoscimento delle loro reali condizioni, diritti ribaditi dalla Costituzione Italiana, nel Preambolo della Costituzione Europea e dalla recente “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU e ratificata in toto dal Governo Berlusconi con il disegno di legge n.2121 art. 2° del 20 febbraio 2009 e divenuta legge 3 marzo 2009 n. 18 .

Col silenzio, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri del “Governo del Cambiamento tutt’ora in itinere, non si può che supporre di incamminarci sulla strada dell’imbarbarimento e dell’inizio della fine della nostra civiltà, in questo momento di perversione, di depravazione, di egoismo sfrenato, ritenendo doveroso, essenziale e non procrastinabile il chiarimento di quanto potrebbe essere nello spirito di quelle Petizioni che “denunciano” l’esercizio di una pura eutanasia, la negazione del diritto alla vita !

Mi piace ricordare Papa Francesco per ave mandato a tutti i pellegrini e alle famiglie venute da tanti Paesi per la “ Giornata della Famiglia” e la benedizione su di loro, in modo particolare, su quelle che vivono situazioni di maggiore difficoltà invocando la protezione di Maria “ la Vergine Immacolata”, ha concluso Papa Francesco,” protegga il vostro amato popolo e vi ottenga di progredire sulla via della concordia e della giustizia”.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° : ” Andiamo avanti con speranza !”

FONTE: CASERTA24ORE.ALTERVISTA.ORG