Disabilità, perché due federazioni? Zoccano domanda, Fish risponde

Disabilità, perché due federazioni? Zoccano domanda, Fish risponde

08/10/2018 0 Di Redazione

Il sottosegretario del ministero per la Famiglia e le disabilità ha affermato che “ce ne dovrebbe essere solo una”. Fish replica: “La società è plurale: qui risiede la sua ricchezza e le sue risorse”. E aggiunge: “I punti di incontro ci saranno per il bene comune, senza sconti, senza prevenzioni e senza interferenze, ci auguriamo”

ROMA – Perché due federazioni per la disabilità, ovvero Fish e Fand. Per il sottosegretario Vincenzo Zoccano, meglio sarebbe che ce ne fosse una soltanto. Lo ha affermato in un’intervista rilasciata al settimanale “Vita”, sulla quale Fish esprime alcune perplessità, ricordando che “le aspettative sul fronte della disabilità sono assai elevate, sia per le ‘promesse elettorali’ di entrambi i partiti al governo, quali ad esempio il raddoppio delle pensioni di invalidità civile, sia per tutte le istanze e le emergenze ancora in sospeso”.

Riconosce, Fish, la “passione” di Zoccano, “che già conoscevamo quando aveva un ruolo differente e assai diverso da quello che attualmente ricopre” e a questa imputa, forse il suo “andare sopra le righe, quando si chiede perché mai le federazioni delle persone con disabilità debbano essere due”. Per il presidente di Fish Vincenzo Falabella, “non sta ad un rappresentante del governo affermare che ce ne dovrebbe essere una sola. Non crediamo porrebbe questa domanda per le organizzazioni sindacali o per moltissime altre organizzazioni dell’impegno civile. Le espressioni delle persone con disabilità devono quindi essere limitate? Compresse? La società è plurale: qui risiede la sua ricchezza e le sue risorse. Le istituzioni svolgano i proprio ruolo e noi il nostro. Con responsabilità ma anche senza subire interferenze”.

Rispetto alle questioni ancora aperte, prima fra tutte il Programma d’azione e la sua applicazione, “Zoccano esprime evasive intenzioni – osserva Falabella – spostando il discorso sull’Osservatorio nazionale sulla disabilità, peraltro mai convocato, questione che nulla ha a che spartire con la reale applicazione del Programma che è già legge e che già impegna governo, ministeri, enti locali. Al di là e prima dell’approvazione del ventilato Codice della disabilità”. Assicura poi, Falabella, che “la nostra Federazione e molte altre organizzazioni non attendono altro che di confrontarsi e di collaborare, ma questi momenti hanno necessità di atti e di documenti concreti, per ora assenti, su cui basarsi. Non bastano gli slogan e gli annunci. I punti di incontro saranno per il bene comune – conclude la Fish – senza sconti, senza prevenzioni e senza interferenze, ci auguriamo”.

 

Fonte superabile.it