I sogni non hanno handicap: il progetto che promuove il lavoro per tutti

I sogni non hanno handicap: il progetto che promuove il lavoro per tutti

26/11/2018 0 Di Redazione

McCann Worldgroup Italia incoraggia una vita con meno limiti anche per i disabili insieme a Asitoi Onlus e Fish onlus e alla collaborazione con Jobmetoo e The Family. Falabella (Fish): “Necessario passare dal diritto teorico all’inclusione reale”. In Italia oltre 4 milioni di persone disabili

ROMA – “I sogni non hanno handicap” è lo slogan ufficiale dell’iniziativa nata dal supporto di due Onlus: Fish, federazione italiana per il superamento dell’handicap al fine di promuovere l’inserimento delle persone disabili nel mondo del lavoro, Asitoi Associazione Italiana Osteogenesi Imperfetta e la collaborazione con McCann Worldgroup Italia, network creativo tra i più famosi al mondo, Jobmetoo, agenzia per il lavoro verticale sulle persone con disabilità e The Family, casa di produzione milanese. In occasione del Diversity Day di Roma, evento dedicato all’inserimento lavorativo di persone con disabilità e appartenenti a categorie protette, viene presentata LinkMeToo, una campagna di attivazione sociale con l’obiettivo di creare maggior consapevolezza rispetto alla possibilità di integrare – al pari degli altri – i disabili nel mondo del lavoro e sfruttare le loro capacità e competenze in quanto utili alla comunità.

Ognuno di noi ha un sogno che coltiva fin da bambino rispetto al proprio futuro lavorativo. Cosa vorresti fare da grande? È la fatidica domanda che ci si sente ripetere spesso da bambini, ragazzi e anche da adulti. C’è chi sogna di diventare calciatore, medico, avvocato, cantante… le persone con disabilità sognano le stesse cose, in un futuro più semplice di quello odierno, senza barriere e con la possibilità di condurre una vita autonoma perché i sogni non hanno handicap. Da qui nasce l’idea di LinkMeToo: una campagna integrata per sensibilizzare le persone su queste tematiche attraverso l’attivazione di una pagina dedicata al progetto su LinkedIn, la realizzazione di un video e la creazione dell’hashtag di riferimento #isogninonhannohandicap. Tutti quanti potranno facilmente sostenere l’iniziativa ed esprimere il proprio punto di vista.

Quello del lavoro delle persone con disabilità è sicuramente un tema molto delicato considerando che, secondo l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle regioni italiane, si stima che nel nostro Paese ci siano circa 4 milioni e 360 mila persone che hanno una disabilità (7,2% della popolazione). Il Censis prevede un aumento costante fino a raggiungere 6,7 milioni di persone con disabilità nel 2040 (10,7%). Secondo le ultime stime, oltre 775.000 mila di loro sono registrati nelle liste di collocamento: solo il 18% dei disabili è occupato rispetto al 58,7% del resto della popolazione. In Europa e, più in generale nel mondo, la situazione non è molto diversa. Le leggi, come in Italia la 68/99, non sempre riescono a garantire effettiva inclusione nonostante le novità introdotte dal D. Lgs. 151/15 che, tra le altre modifiche, ha incentivato la chiamata nominativa proprio per rendere più consapevole il processo di selezione del candidato con disabilità.

Dichiara Alessandro Sabini, Chief Creative Officer McCann Worldgroup Italia: “Oggi più che mai la disabilità si sta trasformando: tecnologia e servizi stanno via via riducendo il divario tra persone abili e disabili mettendo queste ultime nella possibilità di esprimere tutto il loro potenziale nel mondo del lavoro. Ma è ancora quello culturale il gap da colmare e con questa campagna vogliamo dimostrare che a qualunque sogno deve essere data la possibilità di trasformarsi in realtà”.

Vincenzo Falabella, Presidente della Fish, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, spiega: “É necessario passare dal diritto teorico all’inclusione reale affinché il diritto al lavoro delle persone con disabilità e il collocamento mirato, profilati dalla legge 68/99 e dal Decreto Legislativo 151/15, si trasformino in una tangibile concretezza. I dati drammatici sull’occupazione delle persone con disabilità, che hanno condotto la Corte di Giustizia UE nel 2013 a bocciare il nostro Paese, continuano a raccontare di una disarmante carenza di politiche e servizi per l’inclusione lavorativa che non permette alle persone con disabilità di essere protagoniste della propria vita”.

“Da tempo la richiesta delle persone con Osteogenesi Imperfetta, una malattia genetica che rende le ossa fragili e comporta disabilità motorie anche gravi, non è più solo quella di essere sostenuti nella ricerca di cure e terapie adeguate ai problemi che questa patologia comporta – spiega Leonardo Panzeri, Presidente di As.It.O.I. Onlus, Associazione Italiana Osteogenesi Imperfetta – ma è anche, in maniera crescente, una rivendicazione della propria autonomia in ogni aspetto della vita. Per questo la nostra associazione non poteva che essere vicino a questo progetto, per dare un incoraggiamento alle persone che sono affette da Osteogenesi Imperfetta, e creare i presupposti perché sia sempre più possibile realizzare progetti di vita indipendente per persone che hanno talento e voglia di fare.

“In linea con quanto definito dalla Convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità, il nuovo paradigma non mette più al centro la disabilità della persona ma la relazione che si instaura tra questa e il suo ambiente: è infatti in questo campo che si gioca la maggior o minore partecipazione alla vita sociale e produttiva della persona disabile” ha dichiarato Daniele Regolo fondatore di Jobmetoo, l’agenzia nata con l’idea di allargare le possibilità di lavoro dei disabili, in Italia – “La persona disabile che lavora non deve più essere una notizia. Se esistessero reali condizioni di parità e non discriminazione tra le persone, quale che sia la loro condizione, leggi che obbligano ad assumere disabili sarebbero superflue”.

“Per noi è stato un onore collaborare con Jobmetoo, McCann e tutti gli altri su un progetto che affronta una tematica così importante come il lavoro per i disabili. Abbiamo avuto la possibilità di conoscere e lavorare con persone straordinarie per capacità e forza di volontà” ha dichiarato Lorenzo Ulivieri, socio fondatore e presidente di The Family.

 

Fonte superabile.it