Inps premia chi revoca invalidità: Boeri rassicura gli “amici” disabili

Inps premia chi revoca invalidità: Boeri rassicura gli “amici” disabili

23/10/2018 0 Di Redazione

Il presidente spiega le ragioni dell’incentivo e assicura: “ La percentuale di revoche nei primi sette mesi del 2018 si è ridotta dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre è aumentata quella di riscontrati peggioramenti dello stato di salute che danno luogo ad aumenti dei benefici. Siamo dalla vostra parte”

ROMA – Si rivolge ai cittadini con disabilità chiamandoli “cari amici”, per rassicurarli “sul fatto che ogni singola azione intrapresa dall’Inps è mossa dalla volontà di agire nell’interesse e per la tutela dei malati e dei cittadini invalidi”: così il presidente Tito Boeri indirizza una lunga lettera alle persone disabili e alle loro famiglie, intervenendo personalmente sulla questione degli incentivi promessi ai medici che revochino indennità di malattia e invalidità. Alla “polemica alimentata da alcune testate”, Boeri replica che l’Inps ha voluto, con questa misura, estendere ai medici l’obiettivo, sin qui stabilito per i soli dirigenti, di contribuire alla riduzione del debito pubblico (mediante la riduzione di spese per prestazioni indebite e l’abbattimento dell’evasione contributiva)”. Nella definizione dei “molteplici indicatori che valutano la loro attività”, c’è anche “un indicatore legato al contributo alla riduzione del debito pubblico in termini di ‘Revoche Prestazioni invalidità civile’, ‘Visite mediche di controllo’ e ‘Azioni Surrogatorie’ – riconosce Boeri – Questo indicatore – precisa – incide su meno del 2% della retribuzione dei medici ed è valutato a livello regionale. Ciò significa che concorrono al risultato tutti i medici della regione, rendendo impossibile per un singolo professionista incidere col proprio comportamento sul risultato e, dunque, sulla sua retribuzione attesa”.

E’ vero però che “l’inclusione tra gli obiettivi delle revoche può aver dato luogo ad equivoci e alimentato timori sull’imposizione per via amministrativa di criteri più restrittivi nell’accesso alle prestazioni socio-assistenziali dell’Istituto – continua Boeri – Ma attenzione: le revoche di prestazioni di invalidità civile non sono legate alla fase di accertamento degli stati invalidanti, bensì ai casi in cui precedenti commissioni mediche Asl avessero riconosciuto il diritto ‘a termine’, vale a dire prevedendo la necessità di riconvocare il malato ad una seconda visita di verifica per un possibile miglioramento della condizione di salute”. Ecco quindi spiegato il vero obiettivo di questo incentivo economico, che “vuole essere una leva gestionale per migliorare l’efficienza delle attività di revisione delle prestazioni legate all’invalidità civile, attraverso una migliore programmazione delle visite di verifica della persistenza degli stati invalidanti. Lo scopo è quello di effettuarle prima della scadenza della prestazione al fine di evitare l’eventuale pagamento di mensilità indebite”. Lo scopo, insomma, è ottimizzare e velocizzare il meccanismo di verifica e revisione delle invalidità, laddove queste risultino appunto rivedibili e cioè soggette a miglioramento.

E questo ha anche una funzione di “deterrenza nei confronti di scorrette previsioni di rivedibilità, che spesso causano disagi agli assistiti e alle loro famiglie, provocando reiterate, inutili visite per coloro i quali presentano quadri clinici cronico-progressivi. D’altro canto – aggiunge – la previsione di rivedibilità concerne quadri clinici dinamici per i quali si può prevedere, purtroppo, anche un peggioramento delle condizioni di salute del cittadino. In questi casi le Commissioni riconoscono correttamente benefici economici aggiuntivi rispetto ai precedenti. E in tal caso la tempestività delle visite è condizione per assicurare supporto adeguato ai malati in tempo utile. Si tratta di casi tutt’altro che infrequenti: a seguito della visita di verifica – riferisce il presidente dell’Inps – il numero di coloro che si vedono riconoscere benefici aggiuntivi è pari a quello di coloro che se li vedono ridurre a seguito di una riscontrata diminuzione della percentuale dello stato invalidante”.

Boeri considera quindi “fortemente lesiva della professionalità dei medici Inps anche solo ipotizzare che possano violare il codice deontologico interpretando questi obiettivi come un incentivo a revocare prestazioni in essere, anche quando questa scelta non è giustificata dall’evoluzione del quadro clinico” e precisa che “a garanzia di trasparenza e correttezza del giudizio medico legale, le Commissioni mediche operanti in Inps sono costituite con l’apporto di medici rappresentanti di categoria, i quali concorrono collegialmente al giudizio medico legale (Anmic, Anffas, Ens, Uici). Non si sono riscontrati casi in cui detti rappresentanti abbiano verbalizzato il loro dissenso rispetto al giudizio medico legale conclusivo”.
Il presidente ricorda poi alcune iniziative recenti intraprese da Inps proprio per garantire efficienza ed efficacia nelle procedure di accertamento: si riferisce alle “numerose iniziative volte ad emanare linee guida sull’accertamento sanitario a garanzia dei diritti dei soggetti disabili” e a quelle “volte a semplificare l’interazione dei disabili con l’Istituto. Prima fra tutte è bene ricordare l’attività messa in campo da Inps al fine di stilare convenzioni con regioni e province per l’accentramento degli accertamenti delle procedure di riconoscimento dell’invalidità civile in capo all’Inps”. E ricorda anche i “protocolli di intesa stilati  con strutture ospedaliere di eccellenza sia pediatriche che oncologiche (Bambino Gesù di Roma, Ospedale Meyer di Firenze, Gaslini di Genova e Istituto dei tumori Regina Elena di Roma) al fine di velocizzare ulteriormente l’iter accertativo”.

In conclusione, Boeri assicura che “l’Istituto, come da missione storica, è vicino ai bisogni dei cittadini” ed è “dalla vostra parte nel fornirvi servizi il più possibile adeguati nell’applicazione della normativa vigente e nell’utilizzare nel modo più efficace possibile le risorse disponibili. I medici, come gli altri professionisti dell’Istituto, sono chiamati a contribuire a un uso efficiente di queste risorse mediante una sempre migliore programmazione delle visite. A fine anno – annuncia – faremo una valutazione dell’efficacia di tutti gli indicatori presenti nel piano della performance. Tra questi anche quello che, a seguito di letture affrettate offerte a mezzo stampa, ha allarmato alcuni di voi. Vi posso anticipare sin d’ora che, da inizio anno, quando è stato introdotto tale indicatore, non c’è stato alcun aumento delle revoche delle prestazioni. Al contrario, la percentuale di revoche nei primi sette mesi del 2018 si è ridotta dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre è aumentata quella di riscontrati peggioramenti dello stato di salute che danno luogo ad aumenti dei benefici. Spero di avere contribuito a rispondere alle domande che alcuni di voi mi hanno posto – conclude – e ad evitare che accuse strumentali possano destare inutili preoccupazioni. Continuate a scrivermi se avete preoccupazioni di cui farmi parte e proposte su come migliorare l’attività dell’Istituto”.