“Le pensioni d’invalidità non aumentano con il reddito di cittadinanza”: Anmic pronta a mobilitazione

“Le pensioni d’invalidità non aumentano con il reddito di cittadinanza”: Anmic pronta a mobilitazione

19/01/2019 0 Di Redazione

L’associazione critica la misura varata dal governo: “ Tanto rumore per nulla: il nuovo reddito di cittadinanza non innalza le misere pensioni di invalidità, ancora ferme a 285 euro al mese. Delusione e sconcerto”

ROMA – “Pronti alla mobilitazione”: Anmic non ci sta e contesta con vigore la misura varata ieri sera dal governo, che introduce in Italia il reddito di cittadinanza. Misura incapace però, secondo Anmic, di migliorare le condizioni delle persone con disabilità, dopo che Di Maio aveva promesso che le avrebbe invece innalzate a 780 euro. “Il testo sul reddito di cittadinanza finalmente presentato ieri sera dal governo delude le legittime aspettative di migliaia di cittadini con disabilità – afferma il presidente di Anmic Nazaro Pagano – che in concreto si vedranno esclusi, nella stragrande maggioranza dei casi, da ogni beneficio collegato all’introduzione del reddito di cittadinanza. In questa nuova guerra fra poveri innescata da tale misura, il mondo della disabilità viene anzi danneggiato. Sarebbe stato più semplice ed equo garantire a tutti un semplice aumento seppur minimo dell’importo, compatibile con la copertura finanziaria disponibile, mantenendo così fede alle promesse elettorali. Consapevoli delle difficoltà di bilancio – aggiunge Pagano – noi della Anmic avevamo nei giorni scorsi anche fatto pervenire al governo una serie di richieste concrete per migliorare il testo della bozza di decreto”.

Le richieste di Anmic. In particolare, Anmic aveva chiesto l’eliminazione dell’assegno mensile e delle pensione d’inabilità di cui beneficiano gli invalidi civili dal computo del reddito familiare: la presenza in un nucleo familiare di due soggetti disabili beneficiari di trattamenti economici (285 euro al mese) comporta infati automaticamente l’esclusione della famiglia all’accesso al reddito di cittadinanza. Era poi stata prospettata la possibilità di considerare i soggetti con disabilità, percettori di prestazioni assistenziali, come nucleo autonomo rispetto alla famiglia anagrafica, con la previsione della integrazione di assegni e pensioni 100%, fino a raggiungere le soglie previste per il reddito di cittadinanza. Infine era stata indicata l’opportunità per i disabili maggiorenni, non obbligati alla stipula dei patti per il lavoro, di essere inseriti a domanda in un apposito elenco dal quale essere chiamati per l’avvio al lavoro, secondo le modalità della legge 68/99.

Mobilitazione nelle piazze. “Il decreto legge appena approvato non ha invece tenuto conto degli emendamenti proposti ma l’Anmic – dichiara ancora Pagano – è da oggi già mobilitata per avviare una battaglia sui diritti dei cittadini disabili in sede parlamentare, chiedendo ascolto a tutte le forze politiche che su questi temi sapranno dimostrare maggiore sensibilità. Siamo comunque pronti anche ad organizzare una mobilitazione nelle piazze, qualora le persone con disabilità fossero ancora dimenticate. Speriamo che in tal caso anche la Fand, Federazione alla quale apparteniamo, e anche la Fish, con la quale collaboriamo nel comune interesse delle persone con disabilità, ci seguano in questa iniziativa”.