Legge sul dopo di noi: le 11 domande di Casa al plurale e le risposte delle istituzioni

Legge sul dopo di noi: le 11 domande di Casa al plurale e le risposte delle istituzioni

22/11/2018 0 Di Redazione

A che punto si è nell’attuazione della normativa nella Regione Lazio e Comune di Roma?

Oggi se ne è discusso nel corso di un incontro promosso con associazioni di famiglie, enti gestori di case famiglia, municipi di Roma Capitale, consulte municipali e regionali sull’handicap, consulta regionale

ROMA – Sono trascorsi due anni dalla sua approvazione e la cosiddetta “legge sul dopo di noi” continua ad essere al centro di incontri informativi e di approfondimento in diverse regioni d’Italia, incluso il Lazio.

La legge 112/16 semplifica la vita solo a chi mette a disposizione degli immobili?

Si tiene conto di percorsi di autonomia già maturati tra persone con disabilità? I fondi stanziati restano ai municipi?

Chi assicurerà per tutta la vita futura della persona con disabilità la copertura delle spese tra Stato, Regione, Comune, Municipio, Asl?

L’associazione Casa al Plurale ha messo insieme undici domande chiave che oggi, nel corso di un incontro promosso con associazioni di famiglie, enti gestori di case famiglia, Municipi di Roma Capitale, consulte municipali e regionali sull’handicap, consulta regionale, sono state discusse e dipanate insieme al Comune di Roma e alla Regione Lazio.

La legge 112 finanzia la realizzazione di interventi innovativi di residenzialità per le persone con disabilità grave, ovvero soluzioni alloggiative di tipo familiare e di co-housing, ma soltanto in Lombardia alcuni progetti di vita di persone con disabilità sono stati redatti, valutati, finanziati con le risorse del Fondo nazionale per il ‘Dopo di noi’ e, finalmente, avviati.

“La legge richiede un cambio di paradigma a famiglie e istituzioni: serve tempo affinché siano messe in campo tutta una serie di azioni complesse, per questo abbiamo voluto mettere allo stesso tavolo i due attori principali, il Comune e la Regione – ha dichiarato il presidente Luigi Vittorio Berliri -. L’obiettivo di famiglie, associazioni ed istituzioni è arrivare a un progetto personalizzato e centrato sul desiderio autentico, intimo di ciascuna persona: vedrete che costerebbe molto meno di un ipotetico standard”.

Le domande e le relative risposte, che sono pubblicate e accessibili a tutti sul sito dell’associazione Casa al Plurale, trattano molteplici aspetti: dalla disponibilità di alloggi adeguati e il periodo della loro fruizione all’età entro la quale si può avanzare domanda; dall’eventuale indicazione di compagni di vita per i propri cari alla scelta della tipologia di sostegno; dai diritti di precedenza alla destinazione dei fondi stanziati. Centrali anche le questioni su chi può assicurare in seguito, e per tutta la vita futura della persona con disabilità, la copertura delle spese tra Stato, Regione, Comune, Municipio, Asl, e come esplicitare in modo chiaro il ruolo di Regione, Comune, Municipio, Asl e tutti gli altri protagonisti del progetto di vita “dopo di noi” della persona disabile. Infine, è necessario un referente istituzionale a cui Casa al plurale può rivolgersi per ottenere con una certa tempestività delle delucidazioni: alla domanda Roma Capitale ha risposto che ci si potrà rivolgere al dottor Roberto Toppoli al recapito telefonico 06.70454025 o all’indirizzo di posta elettronica roberto.toppoli@comune.roma.it.

All’incontro di oggi sono intervenuti: Alessandra Troncarelli, assessora alle Politiche Sociali della Regione Lazio, Laura Baldassarre, assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale del Comune di Roma, Annamaria Parente, senatrice Pd, Tiziana Biolghini, dirigente dell’Area Sussidiarietà Orizzontale, Terzo Settore e Sport della Regione Lazio, Raffaella Modafferi dirigente del Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute di Roma Capitale, Luigi Vittorio Berliri, presidente di Casa al Plurale, Mariano Pergola, Associazione “Vedere Oltre”, per le Associazioni di famiglie e Enzo Razzano, “Fondazione Italiana Verso il Futuro”, in rappresentanza degli Enti gestori di case famiglia per accoglienza di persone disabili adulti.