L’importanza dello sport dopo un infortunio e per una migliore qualità della vita

L’importanza dello sport dopo un infortunio e per una migliore qualità della vita

06/04/2019 0 Di Redazione

A Palermo “Dialogo sulla disabilità”. Carmelo Forastieri (Lega Navale Palermo centro): “Dopo l’incidente che mi ha reso paraplegico, è proprio grazie allo sport che sono rinato”. Antonella Balistreri: “Lo sport può far muovere le idee e far muovere le persone”

PALERMO – Lo sport può accompagnare e avviare verso una maggiore qualità della vita tutte le persone con disabilità. A partire da questo assunto, diversi rappresentanti di associazioni questa l’altro giorno si sono confrontati nel quarto incontro su “Dialogo sulla disabilità”, promosso dalla Fondazione Villa delle Ginestre, dalla Soprintendenza del mare, dal Movimento dei Cittadini Sicilia, dall’associazione Luce Nelle Mani e dalla ASD Baskin Palermo. “Raccontare le storie e celebrare le giornate non basta, occorre attivarsi in vario modo per mettere al centro la disabilità – sottolinea Antonella Balistreri, presidente di Fondazione Villa delle Ginestre -. Lo sport sicuramente è una strada che può portare buoni frutti. Paolo Crepaz racchiude in questo pensiero il senso che ci piacerebbe dare alla giornata”.

“Lo sport può far muovere le idee e far muovere le persone – sottolinea Antonella Balistreri, presidente di Fondazione Villa delle Ginestre – grazie ai propri corpi. Nello sport non si incontrano solo delle qualità fisiche – che sono la finestra – ma le persone nella loro interezza. Sta ai protagonisti dell’esperienza motoria o sportiva decidere o meno di mettersi in gioco, accettare di aprire la finestra della propria vita all’altro, far incontrare la propria umanità con quella dell’altro, correre il rischio di vedere la propria identità stravolta, ma indubbiamente arricchita, dalla presenza dell’altro”.

“La nostra associazione sportiva è nata con l’idea di fare giocare insieme persone normodotate e disabili – sottolinea Mario Trapani dell’Asd Baskin Palermo, uno degli organizzatori dell’evento -. Abbiamo iniziato con le scuole e continuiamo a farlo perché è un terreno privilegiato e sicuro su cui si può lavorare bene in termini di integrazione piena. L’ottica è proprio quella di vedere la disabilità in modo diverso, partendo dal presupposto fondamentale che ognuno di noi è disabile ovvero ha delle fragilità nella sua persona. In ambito sportivo quindi il basket inclusivo (Baskin) fa giocare tutti in relazione alle proprie abilità tecniche e fisiche. In particolare, l’intenzione dell’incontro di oggi è quello di favorire spazi di confronto tra diverse realtà impegnate a livello sportivo nella disabilità in chiave puramente integrativa, al di là delle appartenenze, per creare nuove reti di sensibilizzazione sociale”.

A parlare della sua storia – e di come lo sport sia stato importante dopo il grave infortunio – è stato Carmelo Forastieri, 43 anni. “Dopo l’incidente stradale in motocicletta che mi ha reso paraplegico e proprio grazie allo sport che sono rinato, trovando nuovi stimoli – racconta -. Lo sport, a 21 anni dal grave incidente, è come se mi avesse tolto la disabilità perché mi ha portato a confrontarmi con gli altri non solo dal punto di vista sportivo ma anche per capire fino a quanto mi potevo spingere in termini di autonomia nello svolgimento della vita quotidiana. Gli sport che ho praticato sono stati tennis da tavolo, vela e para-badminton. La mia grande passione è la vela, che mi ha aperto un mondo. Quando sono in barca a vela mi sento in pace con me stesso, libero da tutto e lontano dalla città perché immerso nella natura. Ed è una cosa bellissima. Oggi sono consigliere delle Lega Navale di Palermo Centro e sono impegnato in parecchie iniziative che si promuovono con le nostre barche. Abbiamo 7 barche a vela Azzurra 600 per le persone con disabilità e 4 Hansa 303 che sono quelle con cui si farà la competizione paralimpica prevista a giugno. E’ certamente importante presentare i vari sport ai vari ragazzi con disabilità e per quanto ci riguarda li invito a venirci a trovare alla Cala. La barca a vela è tra l’altro uno sport che si fa in gruppo e che permette quindi di socializzare nel migliore dei modi. Il nostro motto è infatti ‘una vela senza esclusi’.

Tra i contributi della giornata anche quello di Antonietta Fazio responsabile dell’associazione San Giovanni Apostolo onlus. “Da 15 anni, insieme ad altre realtà, viene realizzata la manifestazione ‘Calciando in rete’ – racconta -. L’idea è nata dai centri aggregativi sociali della città per fare sì che i giovani e bambini in condizione di marginalità sociale potessero fare delle attività sportive. La nostra realtà non nasce nel mondo della disabilità ma all’interno abbiamo diversi ragazzi con disabilità intellettiva, fisica e anche ‘sociale’. L’integrazione attraverso il gioco è diventata ormai da molti anni per noi il principale punto di forza per costruire una società migliore. Oggi il nostro torneo, che si svolge da novembre a giugno, coinvolge circa 500 giovani della città all’insegna della piena inclusione sociale. Da sempre non facciamo alcuna differenza tra chi è con disabilità e chi con lo è perché ci si impegna e ci si diverte tutti insieme ognuno con la sua ricchezza”. (set)