Mano robotica “Hannes”, al progetto Inail e IIT il Premio innovazione ADI Design Index 2018

Mano robotica “Hannes”, al progetto Inail e IIT il Premio innovazione ADI Design Index 2018

23/11/2018 0 Di Redazione

L’Associazione per il disegno industriale ha premiato il progetto, ma la mano robotica è stata al centro della scena anche al Festival della Cultura Paralimpica, in corso presso la Stazione Tiburtina di Roma.

Biasco, direttore centrale assistenza protesica e riabilitazione Inail: “Nostro impegno nel settore è in costante aumento”

ROMA – La mano protesica di derivazione robotica sviluppata dall’Inail e dall’Istituto italiano di tecnologia (IIT) “Hannes”, ha vinto il Premio nazionale per l’innovazione ADI Design Index 2018, il prestigioso riconoscimento che l’Associazione per il disegno industriale dal 2008 assegna ogni anno a tre prodotti o servizi che si distinguono per l’innovazione nei materiali, nei processi, nelle tecnologie, oppure nel cambiamento dei comportamenti individuali e sociali, nella critica e nella ricerca applicata. La cerimonia di premiazione si è svolta a Roma, presso l’Acquario romano di piazza Manfredo Fanti, nel corso della serata di inaugurazione della mostra dell’ADI Design Index. “Hannes” è stata al centro della scena anche durante la seconda giornata del Festival della Cultura Paralimpica, in corso presso la Stazione Tiburtina di Roma dal 20 al 23 novembre, durante l’incontro “La robotica al servizio della disabilità” a cui hanno partecipato Carlo Biasco, direttore centrale assistenza protesica e riabilitazione Inail; Lorenzo De Michieli, coordinatore del Laboratorio Rehab Technologies IIIT-Inail e Matteo Laffranchi, coordinatore ricerca e sviluppo IIT.

Il nome della mano poliarticolata, hanno spiegato i ricercatori, è un omaggio al professor Johannes Schmidl, già direttore tecnico del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio a cui si deve l’avvio dell’attività di ricerca protesica e la prima protesi mioelettrica Inail-Ceca del 1965. “Il nostro impegno in questo settore è in costante aumento – ha affermato Carlo Biasco a margine del suo intervento -. Nel triennio 2013-2015 abbiamo finanziato sette progetti di ricerca, mentre nel triennio 2016-2018 siamo saliti a 12. Ci stiamo dotando di strumenti per poter intervenire in molteplici attività progettuali. L’Inail, inoltre, è partner di uno dei competence center di recente istituzione governativa e proprio per la parte di robotica collaboriamo con il network che vede a capo l’Istituto Sant’Anna, uno dei nostri partner tecnologici”.

I passi avanti fatti in questo settore in Italia sono evidenti ed Hannes ne è un esempio. Rispetto ai dispositivi attualmente in commercio, infatti, Hannes si contraddistingue per la maggiore durata della batteria, il costo ridotto di circa il 30 per cento e una migliore capacità di presa. Le sue dita, infatti, possono assumere una postura naturale anche a riposo e il pollice, orientabile in tre diverse posizioni, permette diversi tipi di prese necessarie nella vita di tutti i giorni. Controllata dalla contrazione del muscolo residuo dell’arto mancante mediante sensori di superficie, Hannes è stata progettata affinché conformazione, peso e qualità dei movimenti siano quanto più possibile equiparabili a quelli di una mano reale, per far sì che le persone amputate percepiscano la protesi come una parte di sé e non come un elemento estraneo. “Ci sono voluti tre anni per arrivare alla mano Hannes – ha spiegato De Michieli -. Siamo partiti da un oggetto esistente, anche se completamente diverso, ovvero la mano di un robot, perché aveva alcune soluzioni che poi abbiamo portato avanti in una forma diversa”. Che la ricerca abbia un ruolo importante lo testimonia l’impegno dell’Inail con il Centro protesi di Vigorso di Budrio, ma anche le risorse destinate proprio alla ricerca. “Nel triennio 2016-2018 abbiamo stanziano circa 18 milioni di euro. Un impegno forte perché ci sono delle attività di ricerca da portare avanti, ma poi i risultati si vedono”.

Intanto, il Rehab Technologies IIT-Inail Lab sta lavorando anche ad altri progetti. “Oltre alla mano, che stiamo cercando di perfezionare e aggiungere altre funzionalità – ha aggiunto De Michieli -, stiamo lavorando anche sull’arto completo che incorpori la mano ulteriormente modificata. Stiamo lavorando anche su un arto inferiore, su caviglia e ginocchio e su una protesi che li comprenda tutto. Un progetto che con Inail è partito un anno fa e ne ha portato ai primi prototipi”. La ricerca, però, non riguarda soltanto le protesi. “Come Inail vorremmo un futuro senza protesi – ha spiegato Biasco -. Stiamo cercando di portare avanti degli studi su come aiutare i lavoratori a non farsi male. Un esoscheletro, infatti, può essere utilizzato per la riabilitazione o per l’assistenza ad una persona che ha delle lesioni, ma può e deve essere sempre più utilizzato anche per l’assistenza ai lavoratori anche mentre stanno lavorando, per evitare traumi e lesioni che dobbiamo risolvere con le protesi”.

Oltre al riconoscimento assegnato ai progettisti di Hannes, infine, l’Associazione Disegno Industriale ha consegnato una targa anche al Rehab Technologies IIT-Inail Lab, il laboratorio congiunto di ricerca e sviluppo nato alla fine del 2013 grazie all’accordo fra i due istituti, con l’intento di realizzare tecnologie avanzate “made in Italy”, capaci di posizionarsi sul mercato nazionale e internazionale a costi competitivi, favorendo l’accessibilità per i pazienti e garantendo, allo stesso tempo, un basso impatto economico per i servizi sanitari nazionali. “A livello internazionale siamo oltre lo stato dell’arte – ha spiegato De Michieli -. È un ambito, quello della biorobotica, robotica indossabile e protesica che in Italia è molto forte. Abbiamo una produzione tecnologica e scientifica di eccellenza nel mondo”.

 

Fonte superabile.it