Parna: un avanzatissimo esoscheletro per le disabilità da ictus celebrale

Parna: un avanzatissimo esoscheletro per le disabilità da ictus celebrale

29/04/2019 0 Di Redazione

Un avanzatissimo “esoscheletro” che si interfaccia con il sistema nervoso del paziente, applicato alle disabilità causate da ictus celebrale. Succede al centro San Girolamo di Parma, prima struttura sanitaria italiana (in Europa dopo Germania e Polonia) ad avere a disposizione un “Hal” (Hybrid Assistive Limb)

PARMA – Un avanzatissimo “esoscheletro” che si interfaccia con il sistema nervoso del paziente, applicato alle disabilità causate da ictus celebrale. Succede al centro San Girolamo di Parma, prima struttura sanitaria italiana (in Europa dopo Germania e Polonia) ad avere a disposizione un “Hal” (Hybrid Assistive Limb), cioè un avveniristico ausilio alla mobilità, definito come una vera e propria “interfaccia neuro-funzionale”. Prodotto dall’azienda giapponese Cyberdyne, Hal si differenzia dagli altri esoscheletri perché, attraverso semplici placche adesive da elettrocardiogramma, “legge” i segnali bioelettrici del sistema nervoso e può aiutare ad un graduale recupero dello schema del cammino. “Un campo di applicazione estremamente importante è la riabilitazione post ictus”, conferma Francesco Chiampo, titolare del Centro San Girolamo, fisioterapista e docente in Riabilitazione strumentale all’Università di Parma.

“Ogni anno- sottolinea- nel nostro Paese vengono registrati circa 100 mila nuovi casi di ictus e ad 1 anno dall’evento acuto, un terzo dei soggetti sopravviventi presenta un grado di disabilità elevato”. In queste situazioni, conclude il medico, “il sistema cibernetico Hal è in grado di migliorare alcune fondamentali funzioni neuro-fisiologiche. A testimoniarlo ci sono numerosi studi condotti negli ultimi anni, e pubblicati su importanti testate scientifiche internazionali”. I trattamenti con Hal, sostiene il San Girolamo, “possono essere di grande efficacia anche su adolescenti affetti da esiti di paralisi cerebrali infantili”. Uniche controindicazioni sono la presenza di gravi deformità scheletriche, osteoporosi, allergia al metallo delle placche adesive e gravi degenerazioni cognitive.