Reggio Emilia: ambulatorio odontoiatrico per le persone non collaboranti

Reggio Emilia: ambulatorio odontoiatrico per le persone non collaboranti

24/02/2019 0 Di Redazione

Fino alla fine dell’anno, le persone disabili socie della Fondazione Durante e Dopo di noi potranno curarsi gratuitamente al Centro Spallanzani. Grillone (presidente): “Attenzione crescente, noi dal 2014 lavoriamo per percorsi agevolati in sanità per le persone non collaboranti”

REGGIO EMILIA – Un ambulatorio odontoiatrico collaborante per persone disabili che hanno difficoltà fisiche o psichiche a partecipare a un piano di cura. Fino alla fine dell’anno, le persone con disabilità socie o familiari di soci della Fondazione Durante e Dopo di noi potranno usufruire di cure odontoiatriche gratuite al Centro medico Lazzaro Spallanzani di Reggio Emilia. “C’è un’attenzione crescente verso questo tema – spiega Innocenza Grillone, presidente della Fondazione Durante e Dopo di noi –. Noi ce ne occupiamo dal 2014, anno in cui siamo nati, perché nel ‘durante’ le problematiche maggiori per le persone con disabilità riguardano proprio la sfera sanitaria”. Sono 107 i soci della Fondazione Durante e Dopo di noi di Reggio Emilia, di cui 9 persone giuridiche. Tra le restanti 98, le persone disabili sono una settantina.

L’essere “non collaborante” può dipendere da diverse problematiche come, ad esempio, la paura di affrontare una visita, un esame o un intervento. “Da anni abbiamo attivato percorsi agevolati nel pubblico, al Pronto soccorso e con il 118, abbiamo convenzioni anche con altri centri medici, come l’ambulatorio 3C Salute – continua Grillone – Ad esempio, per avere sollevatori in caso di persone con disabilità fisiche o di operatori preparati ad accogliere persone con disabilità psichiche. Stiamo anche lavorando per far partire percorsi di questo tipo per le visite specialistiche e per far sì che gli operatori che rispondono al servizio telefonico di prenotazione delle visite siano formati per fare una serie di domande sulle esigenze della persona disabile che sta prenotando o per la quale si sta prenotando una visita in modo da assicurare loro le attenzioni necessarie al momento dell’esame”.

Atteggiamento giusto e preparazione. Grillone spiega che nel caso di persone con disabilità non collaboranti “c’è una questione di empatia, perché è importante che il medico o l’operatore siano tranquilli e pronti a confrontarsi con una disabilità, e una che riguarda la preparazione del medico sia in termini di strumenti da utilizzare, ad esempio il sollevatore, sia in termini di conoscenza delle necessità della persona da visitare, ad esempio se ha paura del camice”. La preparazione deve riguardare anche la stessa persona disabile, “per questo stiamo lavorando per la realizzazione di schede in Comunicazione aumentativa alternativa in modo da poter visionare prima le diverse fasi dell’intervento”. (lp)