StraBologna, Omar Bortolacelli aprirà la gara con l’esoscheletro

StraBologna, Omar Bortolacelli aprirà la gara con l’esoscheletro

25/05/2019 0 Di Redazione

Il 35enne di Sant’Agata Bolognese in sedia a ruote dal 2011 a causa di un incidente darà il via alla competizione che il 26 maggio attraverserà il centro di Bologna. L’obiettivo? Tagliare il traguardo. “In piedi o in carrozzina, arriverò in fondo”. L’unico nodo da sciogliere, la pioggia

BOLOGNA – Sarà Omar Bortolacelli, 35enne di Sant’Agata Bolognese in carrozzina dal 2011 a causa di un incidente, ad aprire la quarantesima edizione della StraBologna, la manifestazione della Uisp che il 26 maggio attraverserà il centro di Bologna con tre percorsi diversi (4,3, 7,3 e 11,3 chilometri), 28 mila gli iscritti. “Sarò davanti a tutti con l’esoscheletro, farò 200 metri camminando e poi mi sposterò di lato per far partire la gara”, racconta Bortolacelli che, dal 2014, utilizza l’esoscheletro alla Domus Salutis di Brescia. “Sarà il terapista che mi segue a Brescia, Paolo Gaffurini, ad assistermi anche alla StraBologna – racconta Bortolacelli, la cui storia è stata raccontata su Superabile Magazine – Arriverà il giorno prima con l’esoscheletro e faremo delle prove per capire su quali parametri regolare l’ausilio in base alle strade su cui mi troverò a camminare”. La corsa, infatti, parte dal centro di Bologna, in via Rizzoli dove la pavimentazione è costituita da basoli in granito. L’autonomia dell’esoscheletro utilizzato da Bortolacelli, un Rewalk 5 messo a disposizione dalla Domus Salutis, è di circa 8 ore ma utilizzarlo è faticoso. “A Brescia lo uso un’ora al mattino e una al pomeriggio, provandolo sia in interni sul pavimento liscio senza ostacoli sia in esterni dove il terreno è diverso – spiega – È pesante e abbastanza faticoso per il tipo di lesione midollare che ho, ma devo dire che il divertimento supera la fatica”. L’obiettivo per il 26 maggio è tagliare il traguardo. “Corro in moto e l’obiettivo di ogni motociclista è vedere sventolare la bandiera a scacchi – dice Bortolacelli -, lo sarà anche alla StraBologna. In piedi o in carrozzina arriverò in fondo. L’unica speranza è che non piova”.

Nel 2011 Omar Bortolacelli, che faceva il soccorritore per il 118, ha avuto un incidente: l’autista dell’ambulanza su cui viaggiava si è addormentato e il mezzo si è scontrato con un camion. Lui ne è uscito con un trauma cranico, tutte le costole rotte e una lesione midollare, ma non si è perso d’animo. Tanto che oggi, oltre ad aver ricominciato a lavorare, sempre al 118 ma nella centrale operativa dove risponde alle chiamate, corre in moto. E da 4 anni, va nelle scuole per parlare ai ragazzi di sicurezza stradale. “Racconto loro che cosa accade in un incidente e poi condivido la mia esperienza – dice – per spiegare che la vita non è finita e si può rinascere, anche in carrozzina. L’obiettivo è abbattere le barriere tra il mondo dei disabili e quello dei normodotati”. Da gennaio 2019 inoltre va nelle scuole insieme ai vigili dell’Unione dei Comuni delle Terre d’acqua a parlare del progetto “Mi fido di te” per contrastare bullismo, cyberbullismo e pregiudizi.

In questi mesi, Bortolacelli ha lasciato un po’ indietro la sua passione per la moto, “è quasi pronta, ma il clima non è stato favorevole”, per dedicarsi al sociale. “Partecipo a eventi con altri ragazzi disabili, per far vedere loro come si può cavalcare una moto anche con una disabilità”, racconta. Dall’8 al 13 agosto, ad esempio, sarà in Sardegna insieme ai Blues Brothers Bikers, un gruppo che organizza giornate in pista per far provare la moto a persone con disabilità. “Tutto ciò che faccio in questo campo lo faccio a mie spese, perché mi piace regalare sorrisi alle persone, ridare loro un po’ di speranza – conclude – Ho tralasciato un po’ le gare, ma quelle ci saranno anche il prossimo anno, invece questi ragazzi hanno bisogno adesso di un incoraggiamento”. (lp)