Strategia e azioni verso l’inclusione: un futuro a portata di mano

Strategia e azioni verso l’inclusione: un futuro a portata di mano

03/12/2018 0 Di Redazione

All’Auditorium dell’Inail l’appuntamento di SuperAbile in occasione della Giornata internazionale: una riflessione e un confronto sul dibattito internazionale e sulle prospettive che abbiamo di fronte. Con il racconto di esperienze che testimoniano fiducia e benessere

ROMA – Una riflessione e un confronto sulle strategie e gli interventi per arrivare ad una piena inclusione nella società delle persone con disabilità, con il racconto di esperienze in tal senso e il punto della situazione della riflessione internazionale sul tema. La Giornata dei diritti delle persone con disabilità vive all’Auditorium dell’Inail a Roma uno degli eventi principali a livello nazionale, con uno sguardo all’attualità più stretta e al modo in cui il nostro paese ha agito in passato e si è organizzato per agire in futuro sul tema dell’empowerment delle persone con disabilità.

Quello del dare potere, abilità e capacità, e cioè della libertà per ognuno di sviluppare le proprie potenzialità, di mettere in atto stili di vita personali, di cercare il proprio benessere, è una delle chiavi date dalle Nazioni Unite alla Giornata 2018. Un benessere che non significa esclusivamente “felicità” – ha rimarcato lo psicologo clinico Rosario Di Sauro, docente di psicologia all’università Tor Vergata di Roma – (del resto la felicità è un momento precario e passeggero), ma che deve intendersi come concetto di “competenza al vivere”, di capacità di stare al mondo. Favorire dunque la solidarietà al vivere, favorire l’attenzione alle diversità, nel tentativo “di dare senso all’uomo di oggi”.

“Non tutti sanno – ha affermato Alfredo Ferrante, componente del Gruppo di alto livello sulla disabilità presso la Commissione Europea ed esperto del tema – che nel nostro paese, all’inizio della legislatura attuale, sono state ridisegnate le competenze delle amministrazioni centrali: fatte salve le competenze specifiche di alcuni ministeri (lavoro e politiche sociali, istruzione, trasporti), il coordinamento delle politiche nazionali è stato posto in capo alla Presidenza del consiglio dei ministri e da questo affidata al ministero della famiglia e delle disabilità”. Una decisione che è coerente con l’impostazione della Convenzione Onu e con la “necessità delle trasversalità delle politiche”. Questo fatto “cambia le carte in tavola, è una piccola rivoluzione che dovrà concretizzarsi in fatti e atti concreti”, e l’auspicio dii Ferrante.

Ferrante ha illustrato il quadro internazionale e in particolare l’ingresso, con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, dello specifico tema della disabilità nell’ambito del più ampio ambito degli obiettivi del Millennio, ai quali sono tenuti non solo (come nella vecchia versione del 2000) i soli paesi in via di sviluppo, ma tutti gli stati del mondo. “Oggi è stato pubblicato il primo rapporto dell’Onu su disabilità e sviluppo, che racconta come le persone con disabilità sono ancora in una posizione di svantaggio in relazione all’implementazione della convenzione e individua soprattutto quattro sfide sulle quali concentrarsi. Queste sono l’abbattimento delle barriere fisiche e sociali, l’approccio trasversale alle politiche, l’investimento sul monitoraggio e sulla valutazione per avere dati sui quali basare le politiche stesse, e infine il rafforzamento dei mezzi e delle modalità per implementare gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Andrea Venuto, disability manager di Roma Capitale, ha evidenziato la differenza concettuale fra integrazione e inclusione, ponendo l’attenzione sulla coesione sociale e ricordando la necessità di portare un cambio effettivo di paradigma: “Dove vive bene una persona con disabilità, vivono bene tutti i cittadini”. Monsignor Paolo Ricciardi, vescovo ausiliare di Roma e delegato per la Pastorale della salute, ha parlato dell’attenzione alla persona, a “nomi e storie”, e al “sovvertimento culturale” che l’attenzione all’altro provoca.

Spazio poi, per l’appunto, alle storie e alle esperienze. Margherita Caristi, funzionario socio educativo della Direzione centrale Prestazioni Socio sanitarie di Inail ha illustrato il regolamento per l’erogazione di dispositivi tecnici e di interventi di sostegno per il reinserimento nella vita di relazione (delibera 261 del 29/09/2011 del presidente inail). Una serie di interventi che consistono nella possibilità di elaborare progetti personalizzati di sostegno all’autonomia e al reinserimento sociale, che vengono elaborati in équipe. Progetti variegati che possono includere fra gli altri sostegni psicologici individuali e di gruppo, supporto educativo alla gestione domiciliare, interventi per il recupero delle autonomie nella vita quotidiana, laboratori per l’espressione di sé, promozione dell’attività sportiva, mediazione interculturale.

Da qui l’illustrazione di una serie di esperienze, raccontate da Michela Ballini e Edward Breda (Direzione Inail Marche) e Donatella Ceccarelli (Direzione Inail Emilia Romagna). Da Fermo è stato portata la storia di Enzo e di un progetto pensato per lui e per la moglie, suo principale caregiver, per preservare un equilibrio familiare che una serie di eventi avevano messo a repentaglio. La frequenza di un centro diurno, l’affiancamento di un educatore che lo supporta nello svolgimento di attività esterne alla casa, la stessa temporanea necessità di un trasferimento in casa riposo, sono stati gli ingredienti di questo percorso.

Da Forlì arriva la presenza del coach familiare, la figura di due operatori che intervengono in famiglia per allenare il soggetto interessato e i suoi familiare a costruire una vita il più possibile vicina a come la si vorrebbe. Da Macerata la storia di Miguel e del cammino svolto per permettergli di fruire dei suoi diritti alla comunicazione: esprimere preferenze, scegliere fra alternative diverse, rifiutare oggetti o situazioni non desiderate, chiedere e ottenere attenzione e avere scambi con altre persone. Tentativi concreti di fare sostegno e di creare inclusione.

Sulla necessità di una “strategia concreta di interventi numerosi e fattivi” aveva insistito, in apertura di convegno, il presidente dell’Inail Massimo De Felice: “Oltre alla sensibilità linguistica c’è una strategia concreta, da parte di Inail: non solo protesi ma anche coinvolgimento degli infortunati nei processi di gruppo, assistenza psicologica, attività sportiva, inserimento lavorativo. Non si resta sulle parole vaghe, ma si parla di casi concreti”.

“Superiamo – ha affermato invece in chiusura il direttore generale Giuseppe Lucibello – il profilo virtuale della semplice celebrazione di questa giornata e operiamo per fare una somma delle iniziative prese e per programmarne di nuove: come affermato dal presidente della Repubblica le persone devono essere messe nelle condizioni di poter esercitare tutti i propri diritti sociali. Le tante iniziative previste in occasione di questo 3 dicembre sono il segno che tutte le tematiche della disabilità, tutte le sue sfacettature, sono sul tavolo di lavoro, ad iniziare da quello normativo. Non tutto è perfetto, certo: occorre fare sistema, è necessario che i sistemi regionali coadiuvino quello nazionale, che gli esempi prodotti a livello regionale vengano riprodotti a livello nazionale. E – ha concluso il direttore generale Inail – servono risorse che siano destinate al sistema paese nel suo complesso, capace di abbandonare la settorialità e abbracciare una logica di interazione e di positività”.

 

Fonte superabile.it